Il tradizionale metodo di allevamento  "a maggiorino" è stato progressivamente sostituito dal sistema denominato "filare a Guyot": in questo modo l'esposizione delle foglie al sole è decisamente migliore e le uve riescono a raggiungere una maturazione più completa . L'inerbimento dei filari, ma soprattutto il diradamento dei grappoli, contribuiscono ad incrementare la qualità raggiunta, a discapito della quantità di uva prodotta.
Le tecniche di lavorazione più moderne si fondono con un forte richiamo alla tradizione: non coltiviamo nessun vitigno internazionale, bensì solo uve autoctone: il Nebbiolo, le cui caratteristiche di struttura, acidità e durata nel tempo sono ben note, la Vespolina, importante per il suo particolare profumo e il suo colore intenso. Sono questi i vitigni su cui puntiamo per il futuro: ogni anno vengono effettuati importanti investimenti nell'acquisto di nuovi terreni e nella realizzazione di nuovi impianti.